Si celebreranno domani 16 gennaio nel Tribunale di Lecce, le battute finali degli ultimi due processi che vedono la collega Marilù Mastrogiovanni imputata per diffamazione a seguito di querele presentate dall’ex giunta del Comune di Casarano, dall’ex sindaco Gianni Stefàno e del sindaco in carica Pompeo De Nuzzo.
Nei suoi articoli la collega Mastrogiovanni ha cercato di portare alla luce i collegamenti tra la sacra corona unita salentina e i “colletti bianchi” locali, con inchieste su reati ambientali, corruzione, traffico di droga e armi, business dell’immigrazione, i retroscena di omicidi e agguati mafiosi, gli affari della Scu in tutti i comparti dell’economia del Salento e i suoi collegamenti con le mafie transnazionali.
Le inchieste, anche quella per cui la collega dovrà affrontare i due processi di domani, hanno avuto riconoscimenti: l’ultimo è il calendario istituzionale 2026 della Direzione investigativa antimafia nazionale, che l’ha annoverata tra i “volti femminili dell’antimafia” come simbolo del giornalismo investigativo, dedicandole il mese di marzo.
La raffica di querele, molte delle quali dichiarate infondate dalla magistratura, è iniziata nel 2017 con il sequestro del giornale che ha fondato e che dirige, “Il Tacco d’Italia”.
Assostampa Puglia, insieme con l’Ordine dei giornalisti e la Fnsi hanno manifestato alla collega solidarietà, chiedendo all’ex giunta comunale e all’attuale sindaco di Casarano di ritirare le querele e i pubblici manifesti contro di lei.



